1. Tipo di prelievo

La preparazione di un campione citologico non prevede un metodo elettivo di prelievo, in generale il metodo deve essere scelto in base alla presentazione clinica della lesione, sua localizzaizone e sua cellularità. Le lesioni sulla cute sono facilmente accessibili, per le lesioni in organi addominali o toracici il prelievo invece richiede spesso l’ausilio di mezzi strumentali come guida.
In alcune sedi e in alcune lesioni le cellule esfoliano spontaneamente pertanto possono essere collezionate con metodi poco invasivi (scotch test, apposizione, tampone), in altri casi le cellule devono essere staccate dal loro sito e devono pertanto essere utilizzate metodiche piu’ invasive quali agoinfissione e agoaspirazione.
Alcune indicazioni sommarie su tipo di metodica da utilizzare in base a tipologia di lesione cutanea:
apposizione
su lesioni superficiali, da retro di lesioni crostose
tampone
condotto uditivo, fistole, zone intertriginose
scarificato
su lesioni superficiali
spazzolamento
da cavità (es: narici)
agoaspirato/agofissione
la scelta è soggettiva, con agoaspirazione è possibile esercitare una pressione negativa e pertanto è da preferirsi per lesioni che non cedono facilmente cellule.
In generale i  tipi di aghi da utilizzare dipendono dalla consistenza della massa e dalla sua grandezza:

  1. neoformazioni di piccolissime dimensioni, lesioni scarsamente rilevate ed ulcerate, pustole possono essere aspirate con un ago da 26G raccordato ad una siringa da 3 o 5 ml,
  2. neoformazioni a consistenza dura devono essere aspirati con aghi da 20G 0 18G raccordati a siringhe da 5 ml,
  3. neoformazioni a consistenza molle possono essere agoinfissi o agoaspirati con ago da 22G, anch’esso collegato a siringhe da 5 ml.

2. Prelievo da liquidi organici

I campioni allestiti da liquidi organici, fra cui liquido peritoneale, pleurico ed urine, devono essere strisciati come tali e fatti sedimentare o centrifugati, devono essere allestiti immediatamente, per evitare artefatti dovuti ad un mantenimento errato, come l’eritrofagocitosi che può comparire in provetta.
Nel caso del sedimento urinario, è consigliabile annotare sulla scheda di accompagnamento il tipo di prelievo effettuato (per cistocentesi/cateterismo/minzione spontanea), poiché la cellularità del campione in esame può modificare la diagnosi.

3. Tipo di vetrini da utilizzare

Preferibilmente, i vetrini da utilizzare sono quelli che presentano la banda sabbiata in cui inserire il segnalamento (nome del proprietario, razza, età e sede del prelievo). Se vengono utilizzati vetrini senza banda sabbiata, non utilizzare pennarelli ma matita su apposita etichetta.
Anche se il preparato viene inviato non colorato, è importante che venga almeno strisciato correttamente e fissato all’aria. Se già fissato con citofix deve essere annotato sulla scheda.
Improntare almeno 3 vetrini di cui uno da conservare non colorato, per eventuali colorazioni speciali.

4. Scheda da allegare

Ricordarsi sempre di allegare una scheda con:

  1. segnalamento (specie, razza, età, sesso, organo del prelievo)
  2. indicazioni sul tipo di prelievo effettuato (impronta, scarificato, agoaspirato/agoinfissione)
  3. anamnesi (eventuali malattie presenti, evoluzione della lesione) eventuali sospetti diagnostici, foto della lesione clinica se possibile da inviare anche tramite e-mail

5. Spedizione dei vetrini

Per l’imballaggio e la spedizione dei vetrini è buona norma utilizzare dei portavetrini rigidi (cartone o plastica), ed evitare di spedire i vetrini imballati con della semplice carta o liberi in delle scatole, riducendo al minimo il rischio di  rottura durante la spedizione.